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Retail: gli asset non sono immobili

 

Per il terzo anno consecutivo il MAPIC Italy riunisce l’anima immobiliare e quella commerciale del mondo retail italiano: due giornate di confronto, di opportunità e di condivisione, in cui gli operatori del settore, oltre a poter fotografare un mercato in continuo mutamento, possono individuarne i driver principali, intercettando trend emergenti e futuri.

 

Se si parte dagli ultimi dati condivisi a fine marzo da Scenari Immobiliari nel Rapporto 2018 sul mercato immobiliare in Italia e in Europa, in cui nel 2017 si registra una crescita del 4,2% per il comparto degli immobili commerciali (circa 8.650 milioni di euro di fatturato), con una previsione del 5,2% per il 2018, grazie anche all’aumento delle quotazioni, è evidente che il retail italiano sta crescendo.

 

Una crescita che, oltre ai volumi, impatta in modo sostanziale anche sulle dinamiche che interessano gli operatori del real estate, che si trovano a vivere un percorso di profonda trasformazione fatto di nuovi modi di concepire luoghi fisici e scelta degli spazi, vuoi per la maturità raggiunta del settore, vuoi per la competizione con l’e-commerce.

 

Retailer, sviluppatori e fornitori sono chiamati a rispondere alle mutate esigenze degli utilizzatori finali con un prodotto evoluto, in linea con la domanda del mercato. Se pensiamo che nel 2017 le più significative transazioni di immobili commerciali sono state quelle legate agli asset collocati nelle high street di città come Milano, Roma, Bologna, Bolzano, Padova, Novara e Treviso – 13 in totale hanno generato 800 milioni di euro di valore, – non si può non interpretare questo dato con un ritorno alla prossimità e all’esigenza di superfici più contenute.

 

L’esigenza dei retailer di ritornare nei centri urbani è una risposta ai cambiamenti che il mondo dell’ecommerce ha generato con grandi conseguenze sul luogo fisico: asset scenografici con architetture e design accattivanti nascono dall’esigenza di creare quel valore esperienziale e di intrattenimento che il commercio online non può sostituire.

 

Il digitale dialoga sempre più con lo store fisico, che deve evolvere la propria funzione da semplice luogo di vendita a luogo di esperienza immersiva, dove realtà aumentata, format alternativi, multicanalità e interazioni personalizzate regalano agli utenti una customer experience unica. Da una parte il tessuto interno della città che si rivitalizza, dall’altra i mega centri di aggregazione che magnetizzano i territori.

 

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