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L’evoluzione dei servizi tecnici

Chi opera nel campo del Project Management da più di qualche anno ha senz’altro avuto modo di assistere a una profonda trasformazione del settore e del lavoro: dalle committenze istituzionali iper-proceduralizzate con sistemi di accreditamento di tipo standard a un allargamento verso aziende sempre più eterogenee, con la conseguente necessità di un ricorso ad approcci diversificati, che tengano conto delle diverse tipologie di prodotto, area, addirittura di interlocutore.

 

Il convegno de il Quotidiano Immobiliare tenutosi lo scorso 6 settembre a Peschiera Borromeo, dal titolo “I servizi protagonisti del real estate”, all’interno delle varie roundtable che si sono avvicendate, ha posto alla ribalta una riflessione tutt’altro che secondaria. A parità di qualità dei prodotti offerti, la domanda che molti operatori del settore si fanno è quali sono gli aspetti che incidono maggiormente sull’affidamento di una commessa a una società di servizi tecnici.

 

In un settore in cui sino a oggi l’approccio preponderante è sempre stato orientato unicamente alla valutazione delle hard skills, ossia l’expertise di tipo tecnico-immobiliare, quale requisito primario per l’aggiudicazione e lo svolgimento di un incarico, oggi la rivoluzione copernicana del mondo dei servizi al real estate si gioca tutta sulle competenze soft: quelle che andando oltre la capacità tecnica, la cui qualità è ormai indispensabile, consentono di intercettare le aspettative del cliente, i suoi bisogni (spesso latenti) e il valore aggiunto che si è in grado di apportare, oltre al mero svolgimento dell’incarico.

 

In sintesi, la capacità di analisi e la disponibilità all’ascolto posso diventare il binomio chiave sia nella fase di procurement, andando a costituire un fattore distintivo nel momento della selezione, sia nello svolgimento dell’incarico ovvero nella fase successiva di gestione ed execution, proprio perché la sintesi di entrambe le attitudini porta naturalmente il provider a trattare il cliente come fosse un unicum, con lo sforzo di andare a soddisfare le sue esigenze in modo del tutto customizzato, quindi con prodotti pensati ad hoc in base ai suoi desiderata.

 

Essendo ogni progetto a sé stante, è impossibile pensare di poter ripetere lo stesso approccio due volte ed è quindi necessario partire sempre da un foglio bianco, seppur forti da un bagaglio di esperienze ogni volta maggiore, in grado di consentire un ampliamento di possibili scenari da proporre.

 

Ciò che invece rimane una costante da sempre è il triangolo tempi-costi-qualità che, a prescindere dalla proposizione di servizi tailor-made, rappresenta una milestone nel settore dei servizi tecnici.

 

Nonostante la crisi abbia accelerato le mutazioni genetiche delle aziende, per cui sarebbe opportuno andare a valutare i requisiti necessari per ogni singola gara, purtroppo nella maggior parte dei casi, l’appalto viene ancora effettuato all’interno di un meccanismo chiuso, in cui difficilmente si può essere invitati in settori in cui non si possiede un’esperienza riconosciuta dal mercato.

 

Non solo: spesso i criteri per l’affidamento del mandato sono ancora dettati dal massimo ribasso o dalla storicità del fornitore, per cui realtà che hanno smarrito il proprio bagaglio culturale a causa di cambi di management e avvicendamenti strutturali, sono erroneamente riconosciute come leader e altre che si sono rafforzate e ampliate nello spettro dei servizi offerti non hanno lo spazio che meriterebbero.

 

Come Gruppo, abbiamo introdotto una serie di meccanismi a salvaguardia di questo tipo di errori valutativi, quali la verifica periodica tramite feedback da parte degli uffici acquisti, in modo che possano essere introdotti indici di attendibilità finanziaria più accurati e regole contrattuali di ingaggio più idonee a effettuare correzioni in corsa, la messa a punto di proposte di partnership con imprese che permettono una vera validazione del progetto in corso d’opera, in cambio della possibilità di affidamento diretto dell’appalto qualora siano rispettati i requisiti del triangolo sopra citato, l’istituzione dell’analisi urbanistica propedeutica alla stesura dei bandi per i concorsi di idee, in modo da guidare la matita degli architetti verso strade sicuramente percorribili, a favore di un risparmio di tempo nella fase autorizzativa del progetto.

 

GUARDA L’ARTICOLO COMPLETO SU IL QUOTIDIANO IMMOBILIARE

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